La Giornata mondiale delle cucine italiane 2010

Contro le contraffazioni, per difendere la cucina italiana, domenica 17 gennaio saranno portate in tavola, in ogni angolo del mondo, le “tagliatelle alla bolognese”.

Centinaia di cuochi, in cinquanta paesi, le cucineranno secondo tradizione e con ingredienti fatti arrivare appositamente dall’Italia. L’anno scorso era stato scelto il risotto milanese, prima ancora gli spaghetti alla carbonara.

Nel 2010 la Giornata mondiale delle cucine italiane sarà invece celebrata con la ricetta nata sotto le Due Torri, amata e imitata in tutto il pianeta, adorata tanto dall’ex premier Tony Blair che dal leader maximo Fidel Castro.

“The big ola”, così è stato chiamato l’evento, unirà Alessandria a Los Angeles, Dubai a Bangkok, Londra a Hong Kong, Città del Messico a Adelaide fino ad avvolgere con l’odore del ragù cotto a fuoco basso tutto il mondo. Ai fornelli gli chef che aderiscono al GVCI Gruppo virtuale cuochi italiani , un network di oltre 1000 addetti alla enogastronomia che lavorano all’estero. L’elenco dei partecipanti alla ola è aggiornato continuamente: le adesioni sono centinaia ( La mappa ).

L’occasione è ghiotta: il piatto, infatti, è tristemente famoso per essere stato taroccato e servito in tutte le salse, trasformato negli “spaghetti alla bolognese”, clamoroso falso che sfrutta le Due Torri per pruomevere un piatto che in realtà italiano non è e per il quale, ironizzando, un gruppo di veraci testimonial della bolognesità ha perfino fatto nascere un gruppo, chiamato manco a dirlo “la balla degli spaghetti alla bolognese”.

Come dargli torto? Il ragù al bacon in cui affoga una pasta stracotta, insieme alla carbonara, può essere considerata la ricetta zero del tradimento dell’Italia perpetrato ai fornelli stranieri. E ultimamente, con il boom dei distributori automatici di pasta, Bologna si vede pure imbarattolata, servita e consumata in attesa di un taxi o dell’arrivo della metropolitana.

“Se c’è un piatto che rappresenta il peggio dei taroccamenti della cucina italiana nel mondo quello è sicuramente la cosidetta bolognaise”, ha spiegato Mario Caramella, presidente del GVCI e Executive Chef di un grande albergo (con ristorante italiano) a Bali, in Indonesia sul sito dell’associazione: “La preparano con gli ingredienti più bizzarri, spessissimo con spaghetti scotti, la vendono in lattina: tutta roba che non ha nulla da spartire con le originali autentiche Tagliatelle al Ragù”.

E’ quindi il piatto perfetto per ribadire l’identità e la genuità della nostra cucina. Come dimostrerà l’anteprima mondiale, in programma il 14 gennaio all’Italian Culinary Academy (ICA) di New York. In quel caso ai fornelli ci sarà anche Mario Batali, cuoco americano che ha preso il cucchiaio in mano per la prima volta proprio a Bologna.

La sera prima, il 13 gennaio, sempre nell’accademia di New York, si svolgerà una cena di gala per annunciare l’elenco degli Italian Cuisine Worldwide Awards, premi assegnati a chi si è contraddistinto per diffondere e difendere la cucina italiana nel mondo. La Cena sarà preparata da Chicco e Roberto Cerea Chef patron di Da Vittorio (Brusaporto, Bergamo), terza stella Michelin.

La ola vera e propria avrà il suo cuore a Stoccarda dove lo chef Sante De Santis ospiterà tre grandi colleghi in una maratona del gusto che attraverserà tutte le epoche: il 16 gennaio Donato De Santis (Buenos Aires), il 17 gennaio Roland Schuller (Hong Kong), lunedi 18, Marco Sacco (Piccolo Lago di Verbania).

Domenica Stoccarda sarà in collegamento video con varie città del mondo dove la Ola sarà in pieno svolgimento e ovviamente con Bologna. ZWX5PJNVYUQQ

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