Grappa di Spergola di Scandiano, F.lli Brunello

Vi è mai capitato di nascondervi un dono? Fare finta di non averlo ricevuto per rinnovare la sorpresa ?
Ecco, io con questa bella scatola ricevuta dai Fratelli Brunello ho fatto così: ricevuta, nascosta gelosamente e giocato a ritrovarla casualmente qualche giorno fa.
Sapevo che il periodo delle grandi feste di fine anno non sarebbe stato il momento migliore per affrontare l’argomento grappa: troppa confusione , troppo cibo ingerito, che diamine, non potevo trattarla come un digestivo qualsiasi!
A costo di arrivare ultimo tra i partecipanti di questo tasting panel organizzato da Davide Cocco.
L a bottiglia ora è qui sulla scrivania in parte versata nel calice ufficiale ANAG che la accompagnava: Grappa di Spergola di Scandiano, bottiglia n°517 di 780 prodotte.
Questa cosa di numerare le bottiglie mi è sempre piaciuta molto: da un senso immediato di preziosità, quasi un multiplo d’arte.
Cristallina nel bicchiere riempe lo spazio con una profumo floreale e fragante d’erba.
Temo però sia ben sotto la temperatura consigliata di 10 – 12 gradi, porto pazienza ed intanto mi informo.
Vitigno “minore” la Spergola, custodito in quel fazzoletto di morbide colline in terra emilana intorno al comune di Scandiano , protetto da una DOC e una DE.CO. , è una varietà di Sauvignon di antichissima origine.
Ora il calice mi restiruisce al naso una nota maggiormente affumicata , il legno della liquirizia, che ritrovo poi al palato per niente offeso dall’alcol; è un sorso facile ma non banale che a lungo gioca in bocca.
Non ho mai avuto occasione di assaggiare il vino prodotto con questo uvaggio e , quindi, mi manca un riferimento: la presenza importante della liquirizia, pero, mi lascia perplesso. Non è sgadevole, sia inteso, solo mi aspettavo qualcosa di diverso.
Quello che invece mi convince senza dubbi è l’importante lavoro che questa distilleria, attraverso la linea “I Ricordi” sta portando avanti nella valorizzazione di quei vitigni “minori” troppo spesso sottovalutati e/o dimenticati : Donna Maria Marzari (nella foto di apertura) sarebbe contenta, credo, dei suoi pronipoti, lei che per prima a metà dell’ottocento diede impulso imprenditoriale alla distilleria.
Un grazie ancora ai F.lli Brunello per l’opportunità di questo assaggio.

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…non posso che essere orgoglioso di tale valutazione ed altrettante belle parole.
Una cosa mi ha sorpreso, che non abbia sentito il profumo di pepe verde che a me sembra abbastanza evidente e il delicato
sottofondo di pera quasi matura.
La nonna Maria, che purtroppo non ho avuto la fortuna di conoscere in quanto scomparsa prima che io nascessi, sarebbe
certamente orgogliosa della 4^ generazione ma altrettanto noi siamo a lei riconoscenti per l'eredità che ci ha lasciato attraverso
i nostri genitori. Questa degustazione, parlando di grappa mi piace usare la lingua italiana, è stata proprio una bella esperienza.
Grazie a voi ….provetti assaggiatori !!!
Grazie a lei Paolo per l'attenzione verso queste piccole parole e per avermi permesso di essere partecipe a questa, anche per me bella, esperienza.